Quell’anno il crocifisso in classe assunse un significato. Brutto. Quando alzavo lo sguardo sopra la maestra cattiva (una era cattiva, una menefreghista e l’altra non me la ricordo perciò doveva essere normale) sentivo le peggio cose: imposizione sociale, derisione, inadeguatezza, rabbia, delusione, odio, ipocrisia… tutto lo scibile delle sensazioni peggiori. Che io, piccola bambina ingenua, ho pure pensato che credere fosse un dovere… e per due mesi stavo nel lettino a mani giunte e mi immaginavo enormi parole colorate (cioè, “preghiera”) che salivano fino a Dio, che le leggeva contento e quindi mi avrebbe aiutato un pochino.
A otto anni, la mia fede autonoma è durata esattamente due mesi. Nemmeno a una bambina di otto anni riesci a far credere che se si rivolgerà a Dio la sua vita migliorerà. La mia non lo faceva, quindi come poteva essere vero?
Quindi io della sentenza sono contenta. Perché se eviterà anche a un solo bambino di dover passare quello che passavo io, a sentire quello che sentivo io, per colpa della sua presenza in classe, allora è una sentenza buona.
A otto anni, la mia fede autonoma è durata esattamente due mesi. Nemmeno a una bambina di otto anni riesci a far credere che se si rivolgerà a Dio la sua vita migliorerà. La mia non lo faceva, quindi come poteva essere vero?
Quindi io della sentenza sono contenta. Perché se eviterà anche a un solo bambino di dover passare quello che passavo io, a sentire quello che sentivo io, per colpa della sua presenza in classe, allora è una sentenza buona.