November 6, 2009
Io ritengo che la laicità dello stato vada difesa (sarebbe meglio dire, implementata) oggi, finché siamo in tempo, per motivi di pura opportunità. Il numero dei cristiani è in costante calo, mentre aumenta quello dei non credenti e degli islamici. Ve lo immaginate il casino, tra vent’anni, quando gli islamici saranno numerosi abbastanza da pretendere (a norma di Costituzione!) gli stessi privilegi accordati oggi ai cattolici? Quando, forti di essere magari diventati maggioranza relativa, vorranno vietare il consumo di alcolici o di carne suina? O imporre norme come il fatto che in tribunale la testimonianza di una donna valga la metà? E che cosa vogliamo fare a quel punto, la guerra civile? Guardate che è un trend inevitabile, andate a vedere i dati demografici sul sito dell’Istat.

Guido Gonzato, nei commenti a questo post

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Cose che fan pensare eh? mica cristi appesi.


Quell’anno il crocifisso in classe assunse un significato. Brutto. Quando alzavo lo sguardo sopra la maestra cattiva (una era cattiva, una menefreghista e l’altra non me la ricordo perciò doveva essere normale) sentivo le peggio cose: imposizione sociale, derisione, inadeguatezza, rabbia, delusione, odio, ipocrisia… tutto lo scibile delle sensazioni peggiori. Che io, piccola bambina ingenua, ho pure pensato che credere fosse un dovere… e per due mesi stavo nel lettino a mani giunte e mi immaginavo enormi parole colorate (cioè, “preghiera”) che salivano fino a Dio, che le leggeva contento e quindi mi avrebbe aiutato un pochino.
A otto anni, la mia fede autonoma è durata esattamente due mesi. Nemmeno a una bambina di otto anni riesci a far credere che se si rivolgerà a Dio la sua vita migliorerà. La mia non lo faceva, quindi come poteva essere vero?
Quindi io della sentenza sono contenta. Perché se eviterà anche a un solo bambino di dover passare quello che passavo io, a sentire quello che sentivo io, per colpa della sua presenza in classe, allora è una sentenza buona.
November 5, 2009
Sono solo pochi minuti di viaggio”, “Non ho ancora acquistato il seggiolino”, “Preferisco tenere mio figlio in braccio”. Queste sono alcune delle risposte dei genitori italiani a chi, compiendo una ricerca di fronte alle scuole sulla sicurezza dei bambini in auto, fa notare l’assenza o il cattivo uso di seggiolini e cinture di sicurezza. Eppure, secondo una ricerca Fiat presentata in occasione del lancio della seconda edizione della campagna informativa ‘Bimbisicuramente’, gli incidenti stradali in Italia sono la prima causa di morte per bambini e ragazzi tra i 5 e i 14 anni.

La ricerca ha controllato ‘sul campo’ quanto avviene di fronte alle scuole di diverse città italiane - Milano, Venezia e Mestre, Torino e Roma - con risultati preoccupanti. A Milano, su 91 auto controllate durante le manovre di ‘carico e scarico’ dei bambini, è stato verificato un 46% di “situazioni pericolose”: 12 auto avevano il bambino non allacciato sul seggiolino mentre 30 ne erano del tutto sprovviste. La situazione è peggiore a Venezia-Mestre (50% di casi pericolosi), Torino (59%) e Roma (61%).

Niente seggiolino in auto, strage di bambini - Cronaca - ANSA.it

beh del resto siamo italiani!


Duecentomila euro per un filmato sgranato di due minuti in cui un esponente del PD viene umiliato da un puttanone mercenario. Mi chiedo quanto costi un’intera puntata di Porta a Porta. Nel complesso uno scenario divertente, ma mai quanto l’eventualità che in questo preciso istante riceviate sulla scrivania una lettera di mancato rinnovo del contratto da parte della vostra azienda che riduca voi e quell’abbozzo di famiglia che vi siete creati ad un nugolo di morti di fame. Perché pare che stia accadendo questo in Italia, mentre Santoro propone una ricostruzione del video ricattatorio magistralmente interpretato da Margherita Buy o vi intrattenete leggendo su Cloridrato di Sviluppina l’ennesimo banalotto pezzo di satira su Marrazzo.
Morto Claude Levi Strauss. Il cordoglio del figlio di Bossi :”Avevo letto molti dei suoi jeans
Povero Barbareschi
Al cronista de “Il Fatto” che lo intervistava Luca Barbareschi ha confessato che i 23 mila euro (+ benefit) di stipendio lordo da deputato non gli sono sufficienti per arrivare alla quarta settimana. Effettivamente i tempi sono duri. La recessione picchia come un badile e la prospettiva di ritrovarsi Barbareschi sul tetto di Montecitorio a recitare lo statuto dei lavoratori spaventa non poco. Insomma, bisogna arrangiarsi. Più o meno come fanno la maggior parte degli italiani in tempo di crisi. Da qui, forse, l’esigenza di saltare” il 52,3 % delle sessioni parlamentari per poter integrare una busta paga tanto esangue con altri e più appaganti impegni professionali (come ricorda Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera). In più ci sono gli incarichi no profit. Tra gli altri vale la pena segnalare quelli conferitogli dal ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi :«Consigliere per lo studio e l’approfondimento delle possibili iniziative volte alla promozione ed alla valorizza­zione del patrimonio culturale ed artistico italiano nel terri­torio del Consiglio di Cooperazione per gli Stati Arabi del Golfo». In che cosa cazzo si traduca tale l’ampollosa formulazione non si sa. Immaginiamo trionfali sagre del culatello a Riad, corsi di pizzica per sceicchi amanti del Salento, bersaglieri in parata nel deserto saudita e un Pulcinella di 600 m a giganteggiare sul mare del Dubai. Roba grossa. E se è vero che sognare non costa nulla, sognare in grande richiede fondi, anche solo in spese di rappresentanza. Fondi come quelli che vengono negati alle scuole dove dovrebbe formarsi il patrimonio di cultura che il ministro Bondi è chiamato a gestire e che invece cadono a pezzi. Ma forse Barbareschi i suoi figli li manda alla scuola privata. E’ per questo che 23000 euro al mese non gli bastano. Por nani.

rebloggata juvant

per non scordare neanche un secondino il tipo di gente con cui abbiamo a che fare

La Banda » Blog Archive » Povero Barbareschi… (via moluda) (via hneeta)

(via maxmorphing)

(via 3n0m15)


Sesso e ricatti all'Università di Catania: Dominique

ze-violet:

cornerlist:

xlthlx:

sonounprecario:

I due video trasmessi ieri sera dal programma “Le Iene Show” zittiscono le malelingue e smentiscono «le menzogne del professor Elio Rossitto, che ieri ha rassegnato le dimissioni dall’università di Catania.

Dominique ha rotto l’incantesimo dicendo la verità che tanti mormoravano e nessuno aveva l’innocenza di dire ad alta voce. Ci ha dato un buon esempio.

L’inchiesta penale sta andando avanti e diverse studentesse iniziano a parlare.

Mentre scrivo Dominique è qui con me. E’ venuta a Milano su invito della produzione di “Italia 1″, pensando di poter spiegare in diretta tv le ragioni del suo gesto e di invitare i suoi coetanei a non accettare più compromessi.

In realtà l’avevano invitata solo per farla apparire in una gag al termine del servizio, della serie: sei carina, perchè non vieni a lavorare a Mediaset…

Lei ha rifiutato e se n’è andata. (La produzione non le ha pagato nemmeno il taxi)».

(via Piero Ricca)

I due video sono allucinanti [pure la prima parte].
C’è da aggiungere, comunque, che, se sono veri anche gli ultimi 2 paragrafi, ultimamente pure LeIene [soprattutto nella parte show] si lasciano andare a parecchie cadute di gusto…

Dominique win(s).